Basso bacino Chienti ecco i risultati della caratterizzazione.

11.05.2013 14:21

Il sito di interesse nazionale del basso bacino del fiume Chienti viene istituito, con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 18 settembre 2001, n. 468 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2002).
La perimetrazione del sito è stata successivamente definita con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 26 febbraio 2003 - Perimetrazione del sito di interesse nazionale del basso bacino del fiume Chienti (pubblicato nella G.U. del 27 maggio 2003) e comprende in totale una porzione di territorio di circa 26 Km2.

La zona in sinistra idrografica (16 Km2) ricade nei territori dei comuni di Morrovalle, Montecosaro e Civitanova Marche, mentre l'area in destra idrografica di circa 10 Km2 di estensione interessa i territori comunali di Sant'Elpidio a Mare e Porto S. Elpidio.
Nella perimetrazione è compresa anche l'area marina prospiciente quella terrestre, che ha un'ampiezza complessiva pari a 1200 ha e si estende, partendo da sud e risalendo lungo la costa in direzione nord, dall'estremità settentrionale del centro abitato di Porto Sant' Elpidio fino al porto di Civitanova Marche (circa 4 km), per una distanza di 3 km dalla costa.
Nel 2005 l' ARPAM e l'APAT, su incarico del Ministero dell'Ambiente, hanno redatto il piano per la caratterizzazione di parte pubblica che è stato approvato in sede di conferenza dei servizi decisoria (ex art. 14, comma 2, della legge n. 241/90) il 24 marzo 2005 unitamente al piano dell'area marina predisposto dall’ICRAM.

Con D.G.R. n. 1573 del 12.12.2005 la Regione Marche ha affidato l'incarico ad ARPAM di eseguire la caratterizzazione delle aree pubbliche e dell'area marino-costiera, procedendo per fasi successive.

Oggi, finalmente i risultati di questa indagine che riesce a dare una fotografia sulla situazione, oltre che trovare diversi siti come potenziali sorgenti di contaminazione anche per zone passive.
Le campagne di monitoraggio delle acque di falda evidenziano, la presenza di un inquinamento dovuto principalmente a composti appartenenti alla classe degli idrocarburi alifatici clorurati, caratterizata dalla presenza di tetracloroetilene poi in ordine di diffusione all'1,1-dicloroetilene, al tricloroetilene e all'1,2-dicloropropano.

Di seguito il file con tutto il contenuto. Rapporto Conclusivo BBC .pdf (1,6 MB)

fonte:Arpam